STORIA DI CERVIA

storia_cerviaCervia risale ad epoche remote: reperti archeologici rinvenuti in zone limitrofe rinviano addirittura alla tarda età del Bronzo (VI-V sec. a.c.). Gli studiosi concordano nel nominare Cervia "la città dei tre siti", dal momento che essa è stata ricostruita per ben tre volte in tre periodi storici diversi. Inizialmente la città era conosciuta come Ficocle, città probabilmente di origine greca che sembra usavano la zona attorno alla futura Cervia per procurarsi il sale, che a lungo fu uno dei beni più preziosi in quanto consentiva di conservare gli alimenti. Ma gli esperti dell'estrazione del sale, con la creazione delle saline vere e proprie, furono gli Etruschi, che con il comandante Ficòl, si insediarono in prossimità della foce del fiume Savio per avere sempre acqua potabile e proprio agli Etruschi si deve la tecnica di raccolta del sale. Il passaggio da semplice estrazione ad una vera e propria attività commerciale fu molto breve, tanto che il sale poté mantenere a lungo un valore tale da superare ogni moneta e, per certi popoli, anche quello dell'oro. Furono poi i Romani ad ereditare il brevetto dell'estrazione del sale dagli Etruschi e da quell'epoca furono molti i popoli a contendersi questo bene prezioso. Non si hanno molte informazioni certe riguardanti questo periodo, ma sappiamo che essa sicuramente sorgeva non lontano dalla linea di costa, presumibilmente a metà strada tra l’attuale Cervia e Ravenna e la vicinanza al mare era anche confermata dal suo nome, Ficocle, che in greco significava "luogo reso celebre dalle alghe". Ficocle era il nome che gli antichi Romani avevano dato alla città che sorgeva a pochi chilometri dall'attuale Cervia, ai confini di una grande palude. Ficocle, toponimo probabilmente che deriva il proprio nome dai termini greci phycos (alga) e klyo (rendo illustre) , viene tradotto come "luogo reso celebre dalle alghe". Teodoro distrusse interamente l'antica Ficocle nel 709, come punizione per essersi legata all’arcivescovo di Ravenna, lche in quel periodo insorgeva contro l'imperatore di Costantinopoli. Gli abitanti si sparpagliarono in mezzo alle paludi per mettersi in salvo e la città fu ricostruita in un luogo più sicuro, al centro del Prato della Rosa, all'interno della Salina. E’ di questo periodo il cambio del nome da Ficocle a Cervia. La nuova città poteva contare su una posizione geografica che la rendeva inespugnabile, ma allo stesso tempo non poteva però garantire agli abitanti dell'epoca una condizione ambientale ed igienica ottimale. La salina, infatti,  non era altro che una palude e nel giro di alcuni anni l'aria decisamente poco salubre della zona decimò la popolazione. mappa_cervia Le prime immagini di Cervia sono di alcune mappe del XV secolo in cui appare come una città fortificata con tre ingressi collegati alla terra ferma da ponti levatoi, un Palazzo Priorale, ben sette chiese e una rocca difensiva voluta, secondo la leggenda, da Barbarossa. Sicuramente la posizione geografica la rendeva facilmente difendibile, ma allo stesso tempo non poteva garantire agli abitanti una condizione ambientale ed igienica ottimale.
I canali che attraversavano la città e alimentavano le saline erano salmastri ed era scarsa l'acqua potabile. L'area che circondava le saline era dominata da aree acquitrinose dette "valli" in cui erano diffusa la presenza della zanzara portatrice della malaria. La crisi del XVII secolo colpì pesantemente il centro riducendone gli abitanti a poche centinaia. Già nel 1630 si cominciò a pensare al trasferimento di Cervia vicino alla costa, in una posizione geografica più salutare. Si dovrà attendere però il 9 novembre 1697, quando Papa Innocenzo XII, allora Capo dello Stato Pontificio, firmò il Chirografo che conteneva l'ordine e le modalità di ricostruzione della città nuova. Ampio spazio fu lasciato per i due Magazzini del Sale e la difensiva Torre San Michele, peraltro già costruiti dal 1691. I magazzini si presentavano come edifici massicci, con pochi ingressi e particolarmente ampi internamente in modo da potere contenere enormi quantitativi di sale, circa 130.000 quintali di sale. Il sale fu anche "merce" di contrabbando fra lo Stato pontificio e il Granducato di Toscana, e alla "via del sale" si deve la salvezza di Giuseppe Garibaldi, in fuga dalla Repubblica Romana (1849). Dopo la morte di Anita nel ravennate, furono proprio i contrabbandieri a fargli passare il confine dei due Stati, che allora era fra Forlì e Castrocaro. Nei primi anni del  '900 la produzione di sale fu molto importante per l'economia cervese. Tra la metà dell'Ottocento e i primi anni del Novecento inizia a svilupparsi la nuova industria del turismo: viene costruito il primo stabilimento balneare, si inaugura il tronco ferroviario Ravenna-Cervia, le saline vengono statalizzate, nascono le prime strutture ricettive di Milano Marittima, oggi rinomata località turistica, voluta ad inizio Novecento da alcuni milanesi innamorati del verde della pineta cervese.

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